Piero Umiliani
L’Uomo E La Città
Benessere, entusiasmo, futuro, ottimismo. Le parole chiave degli anni Sessanta in linea con una serie di cambiamenti epocali. Gli italiani hanno abbandonato le campagne e cercano lavoro altrove. Le metropoli si sono estese e hanno mutato pelle. È esplosa la speculazione immobiliare. Sono necessari sia negozi per le masse che nuovi mezzi di trasporto, così come distributori di benzina e parcheggi. I cantieri si moltiplicano. I ceti abbienti risiedono al centro, la classe operaia nelle periferie, il sottoproletariato in baraccopoli. La città ha un ruolo sempre più rilevante nel promuovere uno sviluppo umano socialmente, economicamente ed ecologicamente sostenibile. Il paesaggio è, però, vario anche fuori l’area urbana: accanto a casolari di campagna, strade in terra battuta, orti e terrazzamenti sorgono viadotti autostradali, tralicci per l’elettricità, capannoni industriali, antenne televisive e, spesso, una presenza diffusa o disordinata di nuove abitazioni.
Un intreccio di passato e presente. La creazione umana per eccellenza. Nell’intricato panorama della librerie musicali tricolori, i temi dell’urbanizzazione e della tecnologia sono stati tra i più affascinanti e, in parallelo, ricorrenti, a fronte di dischi divenuti cult a cura di Alessandro Alessandroni, Gerardo Iacoucci, Maria Teresa Luciani, Sandro Brugnolini, Stefano Torossi e altri compositori. Il tentativo di fornire una ‘colonna sonora’ a un mondo in rapida evoluzione, specie all’alba di una frenetica decade, è coinciso con la pubblicazione di piccoli capolavori che hanno ibridato avanguardia in note, sperimentazioni azzardate e brani easy listening al caos del traffico, ai rumori delle catene di montaggio e alla fine dei turni di lavoro. In questo variegato contesto si inserisce alla perfezione il sound jazz de “L’Uomo e la Città” (2021) di Piero Umiliani, affiancato da musicisti del calibro di Bruno Tommaso, Dino Piana, Oscar Valdambrini e Nino Rapicavoli.
La libreria musicale ristampa in vinile dall’etichetta Dialogo è introdotta da L’Uomo E La Città, eseguito dal pianoforte, con sottofondo di grande orchestra, dal ritmo swing a tempo medio. Di tipo beat moderato è, invece, quello di Città Amica, la cui melodia è affidata a flauti, flicorni e trombe. L’atmosfera rilassata diviene energia, se non tensiva, con Città Frenetica, caratterizzata da un fenomenale ostinato degli ottoni su cui i fiati accennano una linea melodica. L’elegante Quartieri Alti è affiancata dalla coeva Viadotti, priva del contributo del pianoforte, seppur connotato da una coda con interventi di flauto e flicorno. Moderna, con trombe squillanti, Piazza Di Siena è perfetta per cerimonie e festività. L’organo Hammond è centrale, invece, nel corso della ritmata Rete Urbana. Un ostinato di organo e gli effetti sui piatti della batteria connotano il mood di Centrali Termiche. Informale Suoni Della Città, con interventi di flauto basso e accompagnamento vario.