Piero Umiliani Ed I Suoi Oscillatori
Musica Dell’Era Tecnologica
Il concetto di ‘era tecnologica’ abbraccia un vasto arco temporale e culturale, durante il quale la tecnologia diviene il motore dominante del progresso e s’intreccia con l’economia, la società e persino con l’arte. L’incipit è la prima rivoluzione industriale, con l’avvento delle macchine nelle fabbriche tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, laddove una seconda ha in seguito rivelato le potenzialità, ad esempio, dei motori a combustione e dei telai automatici a distanza di un secolo. Quanto avvenuto, invece, nella seconda metà del Novecento nel corso della terza rivoluzione industriale ha trasformato la vita quotidiana: sfruttamento dell’energia atomica, boom di computer e dei telefoni cellulari, automazione industriale, realtà virtuale. L’uomo è sempre più disconnesso dal mondo naturale, sovrastato da macchine e logiche di produzione. Tutto è veloce, effimero, digitale. La tecnologia è divenuta strumento di controllo, di dominio e di profilazione.
L’impiego della tecnologia in ambito musicale ha, invece, originato sia una moltitudine di strumenti elettronici che software per composizione e produzione. Mentre i primi ‘ricercatori’ di un differente tipo di suono elettronico hanno sperimentato con nastri magnetici e sintetizzatori modulari, ‘musicisti colti’ hanno esplorato linguaggi astratti e timbrici. Anche un pioniere della musica per film quale Piero Umiliani si è avventurato nei territori più audaci della sperimentazione firmando l’album “Musica Dell’Era Tecnologica” (2018), ristampato in vinile da Dagored, con l’evocativo nomignolo E I Suoi Oscillatori, in relazione all’utilizzo di sintetizzatori analogici, organi elettronici, batterie elettroniche tra le ‘mura amiche’ del Sound Workshop. La libreria musicale è un manifesto sonoro della modernità in note degli anni Settanta, tra ipnosi in note, minimalismo e strutture ripetitive. Non melodie in senso classico, ma paesaggi sonori e pulsazioni astratte dai curiosi titoli.
Due immediati esempi dopo i gorgheggi elettronici dell’opener Consumismo sono le alternativamente ‘ballabili’ Marcia Dei Robots e Danza Dei Rocchetti. La prima un sali e scendi emozionale. La seconda fondata su un motivo appena accennato sostenuto da costante percussioni. Astratta e disturbante Requiem Per Un Autotreno, mentre la tenue Antiquariato rivela un carattere quasi caricaturale dominato dalle tastiere, un mood condiviso con Pastorello. L’uso combinato di apparecchiature connota, inoltre l’esplosiva, se non indecifrabile, Finalissimo Atomico. Industriale, almeno all’apparenza, Blues Machine, punteggiato dal basso, laddove la coeva Catene Di Montaggio anticipa di un lustro le suggestioni a sfondo trasporti su rotaia dei Kraftwerk. Atonale e sospese nel vuoto Virus In Amore che Impulsi. Sferragliante Omini. Computer Nevrotico uno dei primi esperimenti dal retroterra techno condotti da un italiano in anticipo sugli sviluppi a Detroit.