Rovi
Piano Fender Blues
Il Fender Rhodes è un particolare tipo di pianoforte elettrico, il cui caratteristico suono ha connotato brani firmati da sublimi interpreti sia del jazz che del rock quali Herbie Hancock, The Doors, Stevie Wonder, Pink Floyd, Chick Corea e Deodato così come quello a cura di artisti contemporanei come, ad esempio, Radiohead, Jamiroquai, Portishead, D’Angelo ed Erykah Badu. La storia del Fender Rhodes ha un retroterra ai limite dell’epico: Harold Rhodes è stato un istruttore di volo presso base di Greensboro in North Carolina e, nel 1942, recuperò da un bombardiere Boeing B-17 Flying Fortress alcune barre in alluminio per costruire una sorta di rudimentale xilofono. Al termine della seconda guerra mondiale, perfezionò la suo ‘invenzione’ mediante un nuovo sistema di generazione del suono meccanico e, con l’aiuto di Leo Fender, lanciò la prima versione a trentadue note del Piano Bass. Lo stesso fu assemblato con tasti differenti, costituendo la base estetica di altri modelli.
A metà degli anni Sessanta, fu prodotto il primo pianoforte elettrico completo di amplificazione integrata nel cabinet con il coperchio bombato, chiamato Rhodes Suitcase 73 dall’eccellente meccanica. Al modello a settantatré tasti seguì quello a ottantotto, prodotto a partire dal 1971. Il principio di funzionamento del Fender Rhodes deriva sia dalla celesta che dalla chitarra elettrica. L’azione è, dunque, simile a quella di un pianoforte, con martelletti ricoperti di feltro o di plastica che percuotono sottili cilindretti metallici. Questi sono accoppiati con sbarre metalliche ritorte e accordate con cui entrano in risonanza, creando così un effetto morbido e gradevole. Il suono derivante presenta caratteristiche pressoché simili a quelle di un’onda triangolare. Uno strumento del genere ha acceso la creatività di Piero Umiliani, alias Rovi, che lo ha impiegato per una libreria musicale ‘a tema’ quale “Piano Fender Blues” (2021), ristampata in vinile dall’etichetta Dialogo.
L’introduttiva Proposal offre un campionario di vibrazioni positive in scia al contributo di tastiere, basso elettrico e organo declinato a tempo di rock moderato. Dolce, se non discorsiva, l’atmosfera di Darling, caratterizzata da melodia per pianoforti elettrici. Romantica Honey Moon, con inciso del vibrafono, tempo e caratteristiche simili al brano precedente. Jolly è, invece, uno swing ironico e slanciato proprio Pianofender Blues. Anche Good Job si colloca sulla medesima falsariga, a fronte di un mood altrettanto brillante. Anche Medium Cool rientra tra le migliori sintesi in note dell’opera, perché vero e proprio profluvio di sonorità moderne, con continue variazioni affidate alle tastiere. Lounge, se non nostalgica, Gardens. Mentre il ritmo di Sweet Conversation è scandito dal tamburello, quello di Dark Blues è affidato al fenomenale connubio tra Fender Rhodes e pianoforte elettrico Wurlitzer. Allegra e concisa Just Now. Atmosphere un finale pianistico irradiato da luce.