Ugo Busoni
Valvole
“Valvole” di Ugo Busoni è un classico esempio dei c.d. dischi di library music pubblicati in Italia così come in Europa tra la fine degli anni Sessanta e fino agli anni Novanta, allo scopo di fornire ‘musica di sottofondo’ da utilizzare nel montaggio di cinegiornali, servizio radiofonici e telegiornali. Si trattava di album realizzati da compositori e musicisti di grande esperienza che, in tempi brevi e con budget limitati o inesistenti, dovevano realizzare musiche da sincronizzare alle immagini e da inserire ufficialmente nella Discoteca di Stato, in un’Italia caratterizzata dal monopolio quasi esclusivo della Rai e di altre produzioni dell’epoca. Per ovvie ragioni, i brani dovevano essere di breve durata, caratterizzati da un certo ‘formalismo’ didattico che ne permettesse una scelta immediata per l’utilizzo principale: i titoli delle composizioni dovevano richiamare un argomento o un’ambientazione specifica che rendesse facile la scelta dei tecnici per la loro sincronizzazione.
A causa del basso budget, e di una serie di stranezze contrattuali ed editoriali, che buona parte dei musicisti ebbe modo di sperimentare, si diffuse la consuetudine per gli autori di firmare questi dischi utilizzando degli pseudonimi per aggirare il problema. E, per lo stesso motivo, la paternità ufficiale delle opere era condivisa tra compositori, musicisti e produttori che, in questo modo, riuscivano a ottenere tutti un equo guadagno. I dodici brani che compongono la tracklist di “Valvole” (1975), una release Nuova Idea, portano, però, la firma del misterioso polistrumentista Ugo Busoni ma, in realtà, sono stati depositati con i nomi dello stesso artista, del direttore d’orchestra, compositore e arrangiatore Paolo Ferrara e di Massimo Di Cicco, proprietario dei Titania Studios di Roma, fondatore dell’etichetta Lupus Records e ingegnere del suono per dischi di rock progressivo e jazz come “Cherry Five” (1975) dei Cherry Five, il primo nucleo dei Goblin.
L’album si apre con Tokyo che rimanda a un immaginario sonoro dell’Estremo Oriente con percussioni di ogni tipo, campane e un uso ossessivo e distorto del pedale wah su suoni di clavinet e di chitarra elettrica. Piccola Idea ha un’atmosfera sospesa e fluttuante, con sintetizzatori, il piano elettrico e un’armonica in lontananza che fa da contrappunto al tema principale sottolineato dalla chitarra elettrica distorta. Uscita Da Scuola è un brano acustico, supportato da una sezione ritmica e da una chitarra folk, con il vibrafono che sfoggia un tema gioioso e spensierato, sostenuto dal pedale sustain, e la chitarra che scandisce alcuni brevi assoli. Raid privilegia, invece, il tipo di composizione dei gruppi adult oriented rock, con la medesima strumentazione del brano precedente e un ritmo più sostenuto. Al contrario, Polvere Cosmica è un brano dal forte impatto drammatico, sostenuto dal pianoforte martellato sul registro basso, sintetizzatori inquietanti e rumorose chitarre.
Il lato A si conclude con l’easy listening Su Una Nuvola, con il vibrafono riverberato e la chitarra elettrica suonata in palm mute. Il lato B inizia con In Serie, un brano ossessivo, sostenuto da percussioni, arpeggiatore elettronico, sintetizzatori e il clavinet: insieme a Rullio rappresenta uno dei brani più incisivi della ristampa Musica per Immagini di “Valvole” (2021), con un’impronta rock, un ritmo di batteria preciso e sostenuto e il cupo drone dei sintetizzatori. Digradante è un numero per chitarra acustica, organo Hammond e sezione ritmica, con un approccio blues, mentre Oklahoma è caratterizzata da una frizzante sezione ritmica rockabilly. Controspionaggio è un brano da film d’azione, incalzante in termini di percussioni, con pianoforte compresso e chitarre funk in stile wah wah. Starne chiude la tracklist dell’album: mood psichedelico, con il vibrafono e la chitarra che si rincorrono in modo circolare, tra echi di sonorità Pink Floyd e free jazz cosmico.