Heinrich Dressel
Polarlys
“Il Passeggero Del Polarlys” (1932) è un romanzo di Georges Simenon, originariamente pubblicato in trentadue episodi, tra il 24 novembre e il 25 dicembre del 1930, sulle pagine della rivista “L’Œuvre” (1904-1944), con il titolo “Un Crime À Bord De…”, adottando lo pseudonimo di George Sim. Il romanzo è un giallo in ambiente chiuso, dove il colpevole è uno dei protagonisti, la cui storia è raccontata dal punto di vista del capitano della nave Polarlys, in viaggio tra il porto della teutonica Amburgo e la costa norvegese fino a Kirkenes, di cui il lettore segue le indagini, intervallate dalla descrizione dei rigori dell’inverno nordico. Lo scrittore belga, già navigatore e appassionato di viaggi, s’imbarcò realmente su un piroscafo misto, che trasportava merci e passeggeri, della Norwegian Coastal Express tra 1929 e 1930 per un viaggio nell’estremo nord.
Un medesimo piroscafo, chiamato Polarlys, è guidato dal personaggio del capitano Petersen, pronto a fiutare la presenza di quello che i marinai chiamano il malocchio malgrado l’abituale carico di carne salata, frutta e macchinari che sarà scambiata con merluzzo, olio di foca e pelli di orso in Norvegia. Il protagonista diffida sia di un giovane olandese, magro e pallido nella sua uniforme impeccabile, appena uscito dalla scuola navale, che di un vagabondo che il capo macchinista ha reclutato sul molo della città anseatica per sostituire un carbonaio ammalato. La maggiore preoccupazione del capitato Petersen è, però, legata alla scomparsa nel nulla di uno dei cinque passeggeri. Uno degli altri quattro è, invece, una donna bionda, ambigua e filiforme, dotata di un fascino perturbante e di un guardaroba raffinato, affatto congruo per il Polarlys, affatto lussuosa.
Il continuo spingersi verso il buio delle notti trascorse galleggiando sulle sinistre acque dei mari del nord costeggiando fiordi inquietanti è impropriamente ‘commentato’, per la prima volta in assoluto, dalle note di un compositore italiano, Heinrich Dressel, già vertice di MinimalRome. Ispirato dal noir di Georges Simenon, Valerio Lombardozzi ha composto dodici brani a sfondo cinematico caratterizzati da atmosfere eteree e cupi bordoni, a fronte di un uso specifico della sintesi additiva e vettoriale, in voga durante gli anni Novanta, strumentale per descrivere gli inquietanti fatti di sangue che funestano il viaggio del mercantile. La release “Polarlys” (2024) è il primo ed evocativo inedito all’interno del ricco catalogo Musica Per Immagini, tra librerie musicali e colonne sonore dei titani del secolo scorso, oppure il mezzo per abbracciare il futuro senza dimenticare il passato.