Filippo Diana
The Haunted Palace
“Il Caso Di Charles Dexter Ward” (1941) è un romanzo breve scritto da Howard Phillips Lovecraft nel 1927, ma pubblicato quattro anni dopo la sua scomparsa. Ambientato principalmente a Providence, città natale dello scrittore statunitense, il racconto unisce elementi del gotico classico con il cosiddetto ‘weird tale’, tipico della sua inventiva. La trama segue la vicenda di Charles Dexter Ward, un giovane ossessionato dall’occulto, che indaga sulla figura del misterioso antenato Joseph Curwen, presumibilmente uno stregone, sospettato di pratiche oscure. Nel corso delle ricerche, chiusosi nel suo laboratorio, il protagonista precipita in un vortice di torbidi segreti e indicibili orrori e, prossimo alla follia, soccombe alle medesime forze che ha cercato a lungo di comprendere.
Questo romanzo breve è parte del ‘ciclo di Cthulhu’, rappresenta una delle prove più riuscite da uno dei maggiori scrittori di letteratura horror nonché precursore della fantascienza, in scia alla costruzione di un’atmosfera cupa e inesorabile. Il ritmo è quello di un’indagine lenta e metodica, dove la tensione nasce dall’accumulo di indizi e dalla sensazione che ogni rivelazione apra porte su abissi ancora più profondi. La scrittura è ricca di descrizioni dettagliate e di riferimenti storici, alcuni reali, altri inventati con sapienza, conferendo alla vicenda una verosimiglianza allarmante. Il personaggio di Joseph Curwen incarna alla perfezione l’archetipo del ‘negromante lovecraftiano’: ambizioso, erudito, pronto a oltrepassare qualsiasi limite pur di ottenere ogni conoscenza proibita.
Rispetto ad altri racconti, più succinti, “Il Caso Di Charles Dexter Ward” si distingue, inoltre, per la sua struttura quasi da romanzo investigativo, in cui l’elemento soprannaturale si insinua poco alla volta all’interno della narrazione, fino a esplodere in rivelazioni macabre. È un testo che unisce il fascino della narrativa storica a quello dell’orrore, dimostrando come Howard Phillips Lovecraft fosse in grado orchestrare con la sua penna l’irrequietezza non soltanto animando una serie di divinità e di mostri, ma anche con il peso dell’ignoto annidato sia nella memoria che nel sangue delle famiglie. Dal testo sono stati tratti due lungometraggi, “La Città Dei Mostri” (1963) di Roger Corman, con attore protagonista Vincent Price, e “The Resurrected” (1991) di Dan O’Bannon.
“The Haunted Palace” (2025) è, invece, un singolare tentativo di trasposizione in note delle vicende narrate proprio tra le pagine del libro “Il Caso Di Charles Dexter Ward”. Il secondo album di inediti pubblicato da Musica Per Immagini è frutto dell’inventiva di Filippo Diana, in precedenza noto come Joe Drive, alle prese con sintetizzatori analogici e digitali, oltre a microfoni e computer, per descrivere in note le pratiche ancestrali di resurrezione dei morti compiute da un personaggio timido e insospettabile, che lentamente si trasforma in una sorta di alieno, ispirando allo stesso tempo spavento e terrore. L’artista italiano fa ricorso al ‘potere’ della musica elettronica per evocare atmosfere ossessive, con tracce ad alto e basso voltaggio, a uso e consumo di altri rituali esoterici.
I sedici brani che compongono la tracklist offrono a coloro che sono affascinati dall’ignoto un percorso coerente e dal retroterra cinematografico, che ibrida una bizzarra dimensione psicotropa a una densa suspense narrativa, ricalcando il ‘mood’ tipico delle opere di Howard Phillips Lovecraft: il suono assume connotati ancestrali, gotici, misteriosi, in linea con titoli che suggeriscono una lenta discesa negli abissi, ed è tanto pulsante quanto colmo di inquietudini. In termini tecnici, la sconvolgente resa sonora di un album concepito come una colonna sonora per un film mai realizzato è favorita dal mastering di Giuliano Radiciotti, che aggiunge dinamica ed esalta ogni dettaglio, espandendo il catalogo dell’etichetta e proiettandolo verso ambient, industrial e leftfield.