Joel Vandroogenbroeck
L’Immagine Del Suono
Joel Vandroogenbroeck è stato un arrangiatore, direttore d’orchestra, produttore e, soprattutto, un polistrumentista unico al mondo. Nativo di Bruxelles, l’artista ha avuto una lunga carriera, ricca di viaggi, che hanno costantemente arricchito la sua musica con una miriade di differenti atmosfere e colori. Il compositore ha studiato pianoforte classico da bambino e, in seguito, è stato sedotto dal jazz. Vincitore del premio dedicato al pianista statunitense Art Tatum a soli quindici anni, Joel Vandroogenbroeck ha incantato l’Europa come giovane virtuoso dello strumento, esibendosi anche all’Expo 58 e con l’orchestra di Quincy Jones, salvo spostarsi in Congo e in Egitto, dove è entrato a contatto con le antiche tradizioni musicali, imparando a padroneggiare sia l’arpa che le percussioni. Nel 1962, un nuovo trasferimento, in Svizzera, coincide con l’incontro con alcuni musicisti locali e la fondazione di una band chiamata Third Eclipse, in seguito Brainticket, annoverata tra le prime in ambito kosmische musik, per la sua mirabile fusione di stili e l’approccio altamente psichedelico.
Il compositore è celebre per essere stato l’unico membro permanente del gruppo, riorganizzandolo quando si è ripetutamente sciolto nel corso degli anni, divenendone il principale promotore della sua creatività, spesso rinnovata con l’apporto di strumenti esotici. Dopo la pubblicazione del primo, acido e lisergico album “Cottonwoodhill” (1970) e la prematura scomparsa del chitarrista Ron Bryer, Joel Vandroogenbroeck si stabilì a Roma. Insieme a una coppia di musicisti svizzeri, il chitarrista Rolf Hug e il bassista Martin Sacher, oltre al percussionista Barni Palm e alla cantante Jane Free, i ‘nuovi’ Brainticket pubblicarono “Psychonaut” (1972), un progetto più accessibile, caratterizzato dalla presenza di vere e proprie canzoni rispetto al suo predecessore, pur conservando un suono unico e progressivo. Prima d’intraprendere le registrazioni di “Celestial Ocean” (1973), a fronte degli ennesimi cambi di formazione dei Brainticket, Joel Vandroogenbroeck si cimentò con successo non solo con l’opera rock “Orfeo 9” (1973) di Tito Schipa Jr, suonando l’organo e il sitar.
Il ‘periodo italiano’ del versatile musicista coincide, infatti, con l’inizio della sua brillante doppia vita artistica, da compositore di singolari librerie musicali, su misura per commentare le immagini di documentari, suggellata dalla pubblicazione de “L’Immagine Del Suono” (1972). Le atmosfere orientaleggianti furono così mitigate da sonorità ancora più esoteriche, dal background elettronico, associate in seguito a un nuovo curioso pseudonimo, Eric Vann, stringendo anche un proficuo sodalizio con l’etichetta tedesca Coloursound Library. “L’Immagine Del Suono” ne costituisce l’illustre e psichedelico prototipo, espressiva valvola di sfogo e culmine delle visioni di un percorso condiviso con sintetizzatori e computer. Il primo lavoro solista del compositore è stato, invece, pubblicato dall’italiana Flirt Records, circolando inosservato in un limitato numero di copie tra gli addetti ai lavori, salvo essere ‘riscoperto’ in seguito dagli appassionati di una musica dallo spiccato retroterra sperimentale, elevando Joel Vandroogenbroeck ad autentico pioniere ambient e new age.
L’album è, non a caso, una continuazione della sua idiosincrasia musicale e delle sue reiterate preoccupazioni artistiche: è opportuno considerare i dodici brani di breve durata e dal delirante carattere come una sorta di unico e continuo esperimento in cui convergono oltre a sussulti elettronici e una buona dose d’immancabile psichedelia, frammenti di jazz sintetizzato o provenienti da esperienze non importa se interiori o esteriori, allucinanti o edonistiche. Entrambi, ricombinati, creano un ibrido, lisergico, misterioso e astratto. La materia prima sonora è scolpita con cura artigianale, a tratti è persino contorta e criptica, connotata da una trasversale ironia, al punto che l’intromissione di elementi rock nel corso della scaletta può distogliere l’attenzione dell’ascoltatore e interrompere il flusso di coscienza in note. L’Immagine Del Suono (2023), una release Musica Per Immagini, è un concentrato di avanguardia, scevro da categorizzazioni di sorta, sviluppato in linea diretta con quanto già espresso tra le pieghe degli allora contemporanei lavori dei Brainticket.