Armando Trovajoli
Sesso Matto
I lungometraggi a episodi e le colonne sonore lounge. Due facce della stessa medaglia. I grandi registi della commedia all’italiana e le brillanti note dei compositori della penisola: un trend nato negli anni Sessanta e divenuto un autentico cliché nell’opulento decennio seguente. Diretto da Dino Risi, e musicato da Armando Trovajoli, “Sesso Matto” (1973) costituisce uno dei primi fortunati esempi dell’evoluzione sexy per un genere di enorme successo, in grado di rivaleggiare a colpi d’incassi con western e gialli-thriller, marcato dall’effervescente commistione di funk, jazz e soul. Scelte sonore forbite, mai banali, utili a commentare parti differenti della pellicola, ciascuna delle quali rappresenta un’entità narrativa indipendente, la cui brevità è direttamente funzionale all’incisività di un ritratto, di una critica di costume o, talvolta, di un epilogo persino dai tratti drammatici. Il raccordo tra le stesse può essere costituito da un tema comune, dal regista e da uno o più interpreti. È il caso, ad esempio, dei protagonisti di “Sesso Matto”: Giancarlo Giannini, istrionico attore apprezzato anche all’estero, e Laura Antonelli, futura icona sexy per milioni di spettatori di ogni età. Fulcro della pellicola di Dino Risi, tra i maggiori esponenti della commedia all’italiana con Luigi Comencini e Mario Monicelli, è il tema del sesso ‘bizzarro’, descritto in nove comici e grotteschi episodi, specchio di un Paese focoso e moralmente trasformato dopo il 1968.
Grazie al trucco e al ricco guardaroba, Giancarlo Giannini e Laura Antonelli si cimentano così in interpretazioni quasi caricaturali, mettendo in scena alcune deviazioni sessuali degli italiani di allora, forse, neppure così distanti dai resoconti di certe cronache urbane della quotidianità. Un cameriere è costretto a possedere la padrona nel sonno per poterla svegliare. Una coppia di straccivendoli continua a riprodursi nonostante quindici figli già a carico. Un giovane avvocato s’innamora di una vecchia signora e della sua decrepita madre. Un venditore ambulante appena sposato è in grado di consumare il matrimonio soltanto in ascensore. Un impiegato chiede e ottiene che la prostituta che frequenta assomigli il più possibile alla moglie scomparsa. Un italiano emigra in Danimarca per donare il suo sperma a un banca del seme e immagina lo spogliarello di una suora. Una vedova di mafia si vendica del marito, ucciso in seguito a uno sgarro al potente boss locale, sottoponendo il suo killer a prestazioni sessuali straordinarie, fino a morire per un attacco cardiaco. Un emigrato pugliese a Milano perde la testa per un travestito incontrato in una balera che, in realtà, è suo fratello. Una coppia invita a cena uno sconosciuto per eccitarsi al turbamento causato in lui dalle avance della moglie. Episodi grotteschi che annoverano anche la preziosa partecipazione di attori quali Paola Barboni, Alberto Lionello, Duilio Del Prete, Carla Mancini e Franca Scagnetti.
L’opera di Armando Trovajoli è finalizzata a rimarcare la diversità di tale sceneggiatura, scritta da Ruggero Maccari, dagli alterni risvolti. Il compositore ha finito così per caratterizzare un sound ritmato attraverso il ricorso a differenti strumenti. Scelte sonore ascoltabili non soltanto durante il film, ma anche su vinile. La colonna sonora di “Sesso Matto” ha una lunga storia e più edizioni alle spalle, la prima via Duse Record (1973), appendice di Beat Records Company, e le successive su Vogue (1974) e West End Records (1976) per il mercato francese e statunitense. Dopodiché, una per i fan giapponesi su Seven Seas (1993) e la prima stampa in cd (2007), con oltre quaranta tracce, a cura di Beat Records Company. L’etichetta di Daniele De Gemini è autrice anche dell’ultima edizione di “Sesso Matto (Colonna Sonora Originale)” (2016), di nuovo in vinile, realizzata con Sonor Music Editions. Un disco che, in occasione del cinquantennale della società, assume un valore anche simbolico, perché incipit di un revival in cinque tappe, per celebrare opere e autori di un ricco catalogo. Quando gli amministratori Franco e Luciana De Gemini mise piede nell’ufficio in viale Medaglie d’Oro, la società Beat Records Company, rilevata dal discografico Fulvio Corradini e dal contabile Benito Costa, aveva in cassa sedicimila e cinquecento lire, cinquantotto brani in catalogo e persino una multa del fisco di centoquarantamila lire a causa di una mancata denuncia.
La partitura di “Sesso Matto” prende il via attraverso la risata e la voce simbolo del cinema nostrano. La title-track è, infatti, vocalizzata da Edda Dell’Orso, intenta a ripetere le parole ‘sesso’ e ‘matto’. Un tema inconfondibile, con annesso break di percussioni, ma il riff di chitarra è stato preso in prestito da una hit dell’epoca, Soul Makossa di Manu Dibango. Il lato A contiene un’altra traccia cantata, Two Happy People, più lenta e romantica, a cura di Sir Albert Douglas. Delicata Signora Sono Le Otto, con la sezione di fiati in primo piano; struggente Due Cuori E Una Baracca, impreziosita dal mandolino. Palm Tree e L’Ospite sono, invece, segnate da una vena latina, ai limiti della bossa. Scanzonata Viaggio Di Nozze, malinconica Un Amore Difficile. Il lato B si apre con la marcetta Delitto Sessuale, divisa in due parti contraddistinte da scacciapensieri e violino. Il flauto è centrale durante la fumosa D’Amore Si Muore. I Apologise Mr. Rossini propone un riadattamento elettronico dell’ouverture La Gazza Ladra di Gioacchino Rossini, dapprima spogliata dei suoi orpelli e poi arricchita dagli altri strumenti, intenti a punteggiare un ritmo in crescendo. Se Kinky Peanuts fa parte del lotto di tracce latine, Torna Piccola Mia e Non È Mai Troppo Tardi appartengono di diritto a quelle più intime e languide. Dopodiché, ritorna la voce Sir Albert Douglas con Searching For Something. Il tema Sessomatto è ripreso in breve nel vibrante finale.