Franco Micalizzi
Delitto Sull’Autostrada
“Delitto Sull’Autostrada” (1982) è il divertente seguito di “Delitto A Porta Romana” (1980) e “Delitto Al Ristorante Cinese” (1981), nonché terzo film della serie dei c.d. ‘delitti’ e nono capitolo interpretato dal personaggio anticonformista dai metodi poco ortodossi affidato all’istrionico attore cubano Tomas Milian – in occhiali da sole, tuta e scarpe da ginnastica – diretto sul grande schermo da Bruno Corbucci. Nonostante le limitate sequenze d’azione, l’ennesima sceneggiatura in precario equilibrio tra commedia e poliziesco a cura di Bruno Amendola e dello stesso cineasta presenta punti di contatto con eventi criminali occorsi all’alba degli anni Ottanta, tra assalti ai camion, contrabbando di medicinali e pagamenti effettuati in droga. Da segnalare, inoltre, la ‘sbandata’ del protagonista per la giovane cantante Anna Danti (Viola Valentino), che ricambia i suoi sentimenti, ma il figlio (Paco Fabrini) riesce a farlo tornare sui propri passi e dalla moglie (Olimpia Di Nardo).
Nel solco della sua personalissima ‘tradizione’, Franco Micalizzi confeziona un frizzante tema principale, sfruttando le potenzialità offerte da quelle che allora erano le nuove tecnologie: Delitto Sull’Autostrada (Seq. 1 – Titoli) è puro funk elettronico, segnato dal fraseggio di tastiere e sintetizzatori, variato con la chitarra elettrica in Delitto Sull’Autostrada (Seq. 3) e dilatato in chiave atmosferica nel corso di Delitto Sull’Autostrada (Seq. 5). Lo stesso motivo è accelerato o decelerato in termini ritmici durante Delitto Sull’Autostrada (Seq. 7), facendo affidamento sulla sezione d’archi, nonché in Delitto Sull’Autostrada (Seq. 9 – Finale). Al di là della popolaresca Delitto Sull’Autostrada (Seq. 2) e della romantica Delitto Sull’Autostrada (Seq. 4), la tracklist della prima stampa in vinile di “Delitto Sull’Autostrada (Original Soundtrack)” (2021), a cura di Musica Per Immagini, presenta anche Delitto Sull’Autostrada (Seq. 8), una divagazione poetica e sognante.