Ancient Ocean / Expo 70
Ancient Ocean / Expo 70
Il misterioso John Bohannon e il prolifico Justin Wright, o Ancient Ocean ed Expo 70. Da buoni amici, un lato a testa dell’opera. E tre sogni atmosferici mai a senso unico, perché la notte può calare in un istante. E certi accordi non lasciano scampo. Dimostrazione di innocua potenza mentre gli occhi sono ancora vigili. Un susseguirsi di vibrazioni s’instaura sotto l’epidermide. L’aria si riempie di attesa per la prima grande scarica elettrica: Decomposition. In Decay, le distorsioni a forma di nuvole sono, letteralmente, spazzate via da una sottile melodia di fondo. È lo yin che compenetra lo yang ma, raggiunto il culmine di un desolante crepuscolo, filtra persino un tenue raggio di sole.
Waves In Caverns Of Air è, di riflesso, un’improvvisazione al Moog che sembra rigurgitare gli ultimi rossi istanti della precedente traccia, nonostante non siano state composte né dalla stessa persona e neppure durante il medesimo periodo. Tensione emotiva e bolle sonore. Bassi profondi e contorsioni organiste. Per una carica esplosiva pronta a tagliare in due l’aria. Satura, insana, se non tronfia. Improvvisi inserti stridenti non frenano, però, l’incedere della traccia. Il climax una progressione di cupe onde soniche. Così si conclude uno split davvero a sfondo mistico, rilasciato da NO=FI Recordings e Sound Of Cobra, l’allucinante “Ancient Ocean / Expo 70” (2012).