Franco Micalizzi
I Due Volti Della Paura
Il successo della colonna sonora de “Lo Chiamavano Trinità” (1970), un cult di Enzo Barboni, e la proficua collaborazione con Umberto Lenzi. Il poliziesco, la commedia e i film d’avventura. Franco Micalizzi è prossimo a festeggiare il rilevante traguardo di mezzo secolo di attività come compositore per la settima arte. Nel frattempo, non mancano i concerti con la sua Big Bubbling Band e sono già diverse le ristampe in circolazione che celebrano sia in vinile che in cd una lunga e straordinaria carriera, formati fisici utili per riscoprire o per far entusiasmare le nuove generazioni in scia a un sound artigianale e brillante. La capacità di fondere funk, jazz e disco music ha reso pressoché immortali buona parte delle opere di Franco Micalizzi, caratterizzate da temi immediati, di grande impatto sonoro composti non soltanto per quel tipo di cinema volutamente ricco di colpi di scena, tra rapine, inseguimenti in auto e sparatorie. È il caso dell’interessante partitura de “I Due Volti Della Paura” (2015), tra i lavori meno noti del musicista, ma prodromo stilistico del concentrato di groove sovrapposto a diversi fotogrammi durante sia gli anni Settanta che Ottanta.
La nuova edizione in vinile, a cura di GDM e Sonor Music Editions, riporta in primo piano un contributo finora circolato soltanto a scopo promozionale su iniziativa della srl Pegaso all’indomani dell’uscita nelle sale de “I Due Volti Della Paura” (1972), un lungometraggio diretto da Tullio De Micheli. Una co-produzione italo-spagnola di modesta fattura che è riuscita, però, a suscitare una qualche curiosità negli spettatori di allora, ricorrendo a un buon ritmo e ad alcuni momenti di tensione, specie nel corso della sua seconda parte. Per una sorta di mix giallo-poliziesco segnato da due unici delitti. “I Due Volti Della Paura” narra la vicenda di Miguel, medico che presta servizio con la fidanzata Paula presso la clinica privata di Elena, moglie del professore Roberto Carli. Quest’ultima è segretamente innamorata del giovane, in procinto di trasferirsi dalla concorrenza a Roma. Elena offre così una lauta somma di denaro a Miguel per trattenerlo, ma senza successo. Il suo rifiuto coincide con il ritrovamento del suo cadavere e l’avvio delle indagini in un clima di ambiguità, invidie e sospetti. Un tranello teso dal commissario costringerà l’assassino a scoprirsi.
Degno di nota il cast per una produzione minore, con le due coppie composte rispettivamente da George Hilton-Anita Strindberg e Fernando Rey-Luciana Paluzzi, senza dimenticare Eduardo Fajardo nei panni del commissario. Superlativa la sequenza di un’operazione cardiaca, fin troppo realistica o indigesta: Tullio De Micheli la filmò dal vivo durante un’intervento subito dalla moglie. Un evento filmico dal valore scientifico postumo, da confrontare con la realtà dei primi trapianti di cuore condotti dal chirurgo sudafricano Christian Barnard dal 1967 in poi. Suscita, infine, curiosità la presenza di due manifesti di “Giornata Nera Per L’Ariete” (1971), regia di Luigi Bazzoni, durante una sequenza nella metropolitana di Roma. Girato nel pieno del boom del cinema zoonomico, “I Due Volti Della Paura” annovera qualche somiglianza con i capolavori di Dario Argento, ad esempio i tagli di regia, l’attenzione per la fotografia e la scelta di una colonna sonora di matrice jazz, con opportune iniezioni sentimentali, che ha poco in comune con l’energia delle partiture di “Roma A Mano Armata” (1976) e di “Napoli Violenta” (1976), pellicole dirette da Umberto Lenzi.
Sul lato A, Franco Micalizzi si prodiga in un adagio classico, Sospetto (Titoli Di Testa), dall’alto tasso melodico, con un arrangiamento lounge sovrapposto ai vocalizzi di Edda Dell’Orso. Lo stesso è dolcemente ripreso in Al Campo Di Golf (Il Lato Romantico) con accompagnamento di flauto, chitarra e basso. Segue un solenne brano per organo liturgico, Con La Mente A Dio. L’atmosfera da raccoglimento è interrotta dal funk caraibico di Gimkana. Dopodiché la spensieratezza di Al Campo Di Golf (Versione Beat) e, soprattutto, l’elegante sezione ritmica di Una Corsa Verso La Verità. Sul lato B, Sospetto (Il Lato Romantico) riprende e rallenta il tema principale, mentre Ansia Disperata introduce una serie di dissonanze per portare al culmine la suspense. Al brano Il Lato Romantico, con i vocalizzi tratti dal tema principale, si oppongono Tensione Sommessa, un’atmosfera pensierosa e un fantastico crescendo segnato dall’uso di archi e clavinet; lo shake di Beat For Two; e un pugno di note tensive, Sospetto. La conclusione è affidata alla decisa traccia intitolata Pedinamento, che sembra preconizzare i futuri sviluppi del caratteristico sound dei film polizieschi.