Steve Hauschildt
Strands
Il successore di “Where All Is Fled” (2015) è l’ennesima gemma griffata Kranky. “Strands” (2016) è il quarto album solista di Steve Hauschildt, ex Emeralds, ispirato dalla creazione e dalla distruzione di miti. Un lavoro audace, nostalgico, intriso dello zeitgeist della contemporaneità, ma in odor di anni Novanta. L’autore degli otto brani ha ritenuto considerarli alla stregua di ‘fibre’, utili a comporre una grande tela, o atmosfera. L’evoluzione stilistica dell’artista originario di Cleveland è lenta e inarrestabile, laddove il titolo dell’opera, ‘filamenti’ in italiano, si rivela presto metafora per la connessione tra suono, spazio ed emozione, momenti di calma avvolgente e vibrazioni inquietanti. Le connessioni, i legami e le separazioni, tutto è intricato e complesso, eppure in continua trasformazione. Ogni traccia si dipana, non a caso, come un ‘filo’ che si intreccia con l’altro, creando un tessuto sonoro ricco e variegato, che evocare una vasta gamma di emozioni.