Loscil
Equivalents
Dapprima la pioggia senza tregua, “Endless Falls” (2010), poi l’isola canadese di Vancouver, “Sea Island” (2014) e, infine, l’antropizzazione che, letteralmente, violenta la natura, “Monument Builders” (2016). Fonti di ispirazione diverse per concept album di alta qualità sonora. Il processo creativo di Loscil si base su una serie di tappe: da un’idea alla trasposizione di un ‘oggetto’ in paesaggio musicale. Ed è fuori discussione che Scott Morgan è parte di un’élite di musicisti che è in grado di unire anche una serie di immagini, quale nuova fonte di ispirazione, ad altrettante in note. La composizione dei brani dell’album “Equivalents” (2019), una release Kranky, è ispirata alla serie fotografica omonima dell’artista statunitense Alfred Stieglitz: duecentoventi fotografie in bianco e nero di nuvole scattate tra il 1925 e il 1934, che seguono un percorso di ricerca astratta delle loro forme che in modo casuale, se non irripetibile, si determinano per pochi istanti in cielo.
Nature morte da cui attingere emozioni e pensieri come, ad esempio, la fugacità dell’esistenza e il contrasto cromatico, laddove il grigio è l’unione degli unici due colori. Una tonalità, metafora delle ansie della vita di tutti i giorni, che permea l’intero progetto di Loscil, articolato come un continuum di texture che evocano un senso di sospensione sia spaziale che temporale. Scott Morgan è abile nel ricorrere a sintetizzatori per evocare la quiete prima della tempesta e ciascuno degli otto brani è, in realtà, un frammento di un qualcosa più grande. Ascoltare la sua opera è come osservare diversi banchi di nuvole, parti di un unico affresco celeste, fluido e imprevedibile. “Equivalents” invita, dunque, l’ascoltatore a ‘vedere’ oltre ciò che è immediatamente percepibile, offrendo un’esperienza musicale astratta ma carica del significato più intimo che intende attribuirle. Ogni elemento sonoro è in equilibrio con gli altri, dal rumore bianco alla profondità dei bassi. Un’estetica minimalista.
Etera l’opener Equivalent 1, con droni profondi e dettagli sottili che creano un’atmosfera di mistero e di vastità: le note di pianoforte si dilatano simulando il vento che deforma le nuvole. Più contemplativa Equivalent 3, caratterizzata da toni caldi e transizioni fluide tra alte e basse frequenze. Equivalent 6 esplora, invece, il contrasto tra calma e tensione, laddove ogni suono appare una pennellata su una tela, in apparenza, immobile. Equivalent 5 è uno dei momenti, forse, maggiormente malinconici dell’album di Loscil, con tonalità in lenta espansione, alla stregua di una distesa infinita di particelle di vapore condensate e in stato di galleggiamento. Strati sonori intensi emergono tra le pieghe di Equivalent 2, il cui senso di movimento suggerisce la formazione di nubi, mentre Equivalent 8 è un invito al raccoglimento. Armonica e serena Equivalent 7, laddove la conclusiva Equivalent 4 evoca funesti presagi in scia all’energia oscura che la contraddistingue.