Piero Umiliani
Atmospheres
“Atmospheres” (1979) è uno degli album più interessanti di Piero Umiliani, pubblicato in edizione limitata al termine degli anni Settanta per conto di Omicron. Un periodo di confusione musicale anche se non per lui, da sempre eclettico. Le affascinanti colonne sonore per i documentari di Luigi Scattini erano già alle spalle, così come la grande produzione jazzistica orchestrale: la sua carriera in note era già stata lunga e ricca di soddisfazioni professionali. Il presente del compositore consisteva nelle partiture di alcune commedie italiane e, soprattutto, in un pulviscolo di singolari sonorizzazioni. Queste apparivano proiettate costantemente nel futuro, grazie alla loro attitudine avanguardistica e ai suoni elettronici che sembravano provenire davvero da un universo parallelo. Le sedici tracce di “Atmospheres” appartengono a questo gruppo di opere non legate a specifici progetti cinematografici, dove l’incredibile estro dell’artista fiorentino raggiunge il suo apice.
Nel clima di libertà creativa, è, però, evidente come i titoli di brani come Dolomiti, Area Del Terrore, Coltura Virus, Oceani, Lavoro Nero, Donne In Attesa, Cosmologia e Verdi Pascoli indichino specifiche suggestioni tematiche, così da poter essere adottati con rapidità da produttori e montatori di documentari. Una scelta affatto casuale. Proprio come quella di Musica Per Immagini che continua a selezionare i del catalogo del maestro da ristampare per la prima volta dopo decadi, rimasterizzandoli dai nastri originali grazie alle sapienti mani di Giuliano Radiciotti. “Atmospheres” (2021) è, dunque, il risultato di una ricerca sonora dai colori insoliti, “atmosfere” ottenute con l’utilizzo di strumenti elettronici, insieme a suoni registrati “dal vivo” presso il mitologico studio Sound Work Shop di Roma, con i contributi di Cicci Santucci alla tromba, Franco Chiari al vibrafono, Enzo Grillini alla chitarra, Tonino Ferrelli al basso e Roberto Podio alla batteria.