Piero Umiliani
Genti E Paesi Del Mondo
Quando Piero Umiliani ha composto i brani della libreria musicale “Genti E Paesi Del Mondo” (2016), ristampata in vinile da Black Sweat Records, gli esseri umani sulla Terra erano appena quattro miliardi. La Cina era già il Paese con la popolazione più numerosa, ma non aveva ancora raggiunto il miliardo di abitanti, complici le politiche di controllo delle nascite già in corso, mentre lo Stato più piccolo al mondo, ovvero Città Del Vaticano le cui dimensioni sono pari a zero virgola quarantaquattro chilometri quadrati, era anche quello con il numero più basso di abitanti, circa ottocento, tra cui il papa. La massima autorità religiosa riconosciuta nella Chiesa cattolica era altrettanto il vertice di una comunità di oltre settecento milioni di anime, laddove i musulmani raggiungevano cinquecentoquarantasei milioni di fedeli, gli induisti ammontavano a cinquecentodiciotto milioni di credenti e i buddisti erano all’incirca trecento milioni di seguaci.
Il cinese mandarino, lo spagnolo, l’inglese, l’hindi e l’arabo, il portoghese, il bengalese, il russo, il giapponese, lo yue e il marathi occupavano le prime dieci posizioni nella classifica delle lingue più parlate nei cinque continenti. Contemporaneamente, le lingue regionali e locali diffuse soltanto nel subcontinente indiano toccavano quota seicento. Le condizioni di estrema povertà di buona parte degli abitanti dell’India, con un reddito nazionale pari a centocinquanta dollari statunitensi, erano contrapposte a quelle di benessere di svizzeri, kuwaitiani, lussumburghesi, danesi, belgi e svedesi, beneficiari di un reddito nazionale superiore o appena inferiore ai diecimila dollari statunitensi. Cifre, dati, retaggi culturali e storici. È probabile che alcuni elementi di questi siano stati elaborati e discussi in sede documentaristica a metà anni Settanta. È altresì possibile che il compositore fiorentino li abbia letti su un atlante per ispirarsi alla composizione di un album di rara bellezza.
L’opener Deserto Che Avanza spicca per il carattere malinconico e per i rari interventi di suoni simili a corne e fasce sonore simili ad archi. Antiche Capitali prevede, invece, un ostinato di tromboni con archi, pianoforte e piatti. L’atmosfera è marziale, ossessiva, tensiva, proprio come nelle due versioni di Viaggio Nel Tempo, con o meno ritmica di batteria su tempo sostenuto. Mentre Genti Del Mondo, Paesi Del Mondo, Corale Mistico e Religioni Primitive presentano lo stesso carattere evocativo, Spazi Desolati si configura come l’ennesimo pedale elettronico intervallato da cupe fasce sonore. L’organo Hammond e il clavicembalo caratterizzano, invece, Civiltà Lontane, mentre Messaggio Dall’Oriente è un godibile tema per trombone e percussioni esotiche. I misteriosi ottoni di Corni Rituali sono presto affiancati dalle dissonanze di Continente Perduto e di Calamità Naturali. Realistici gli effetti di Vento E Sabbia. Dolce la melodia al flauto di Monodia Primitiva.