The Exaltics / Elec Pt1
The Exaltics Meets Elec Pt1
Il terzo capitolo della serie a cura di Solar One Music introduce Elec Pt1, ennesimo nickname di Andreas Gehm, già noto come Lausward, Manager 111, The Manager, The Minister e Trajical Bitch. Il produttore della Renania Settentrionale-Vestfalia, dedito ad acid, electro e house in scia allo spirito della fine degli anni Ottanta, è cresciuto influenzato da artisti del passato che rispondono ai nomi di Drexciya, Juan Atkins, Larry Heard e Lil’ Louis. Dal 2006, il dj e produttore tedesco ha pubblicato un discreto numero di dischi su etichette quali Bunker Records, Crème Organization, Mathematics Recordings, Panzerkreuz Records, Psycho Thrill, Sky’s Ablaze Records e Snuff Trax.
Il lato A di “The Exaltics Meets Elec Pt1” (2013) è, naturalmente, a cura di Robert Witschakowski, che non necessita ulteriori presentazioni. A seguito di “SOM 5 Compilation” (2012), The Exaltics abbandona la cabina di comando, rilasciando altri due brani indimenticabili seppur distanti dalle sue produzioni. La sognante The Midnight Connexion stupisce per la sua accelerazione stellare che sembra presagire qualcosa di più forte, ma i toni sono presto smorzati dai melodici innesti dei sintetizzatori che frammentano il brano e rallentano i giri del motore. Nichts Aber Auch Nichts ne segue lo stile, distinguendosi per il pulsante basso senza sosta e le schizoidi frustate a sfondo acid.
Con Drei Chinesen Mit Dem Acidbass, Andreas Gehm ritorna dopo la singola It Feels So… pubblicata sulla già citata compilation dell’etichetta tedesca. La traccia è di quelle che non lasciano scampo all’ascoltatore perché, una volta dipanata la nebbia delle precedenti, è abilmente costruita in scia a caldi e trascinanti riferimenti sonori alla Chicago che ha letteralmente infiammato i dancefloor a ogni latitudine e longitudine. Ciò che appare incomprensibile è il titolo: chi sono i tre cinesi? The Player è, invece, la ‘scheggia impazzita’, che, in maniera abbastanza inattesa, poggia su un bizzarro campione vocale sostenuto da un ritmo in preda alle più disparate convulsioni sonore.
Come di consueto, il 12” è stato stampato in un numero limitato di duecento copie e riporta ancora una volta lo splendido artwork realizzato dal grafico australiano Duncan Mattocks. In sostanza, la formula non è cambiata per nulla, ma è soggetta a una sorta di ‘rotazione’, che riguarda il partner chiamato a condividere gli onori con The Exaltics. Ciò che è, però, opportuno rimarcare in questo caso è l’imprevedibile trasformismo di due formidabili architetti sonori che, per l’ennesima volta, riescono a sorprendere il prossimo ricorrendo alle ‘maniere forti’ e inaugurando così il sesto, proficuo anno di una realtà che esplora e fa proprie sonorità killer appartenenti a una vasta gamma.