M. Zalla
Paesaggi
Il paesaggio è tutto ciò che vediamo intorno a noi da un qualsiasi punto del globo. Il paesaggio è l’insieme di caratteristiche climatiche, geologiche, geomorfologiche e strutturali di un territorio, che ne determinano la copertura vegetale e che influenzano l’organizzazione dell’utilizzo dello stesso e gli insediamenti dell’uomo e degli animali. Il paesaggio non rappresenta, però, una cornice di elementi solo naturali, ma anche la materializzazione nello spazio geografico dei processi storici articolati secondo la distribuzione abitativa, eventi di varia natura, l’evoluzione dei modi di produzione e presenze culturali e artistiche. Il paesaggio può essere, inoltre, persino sonoro per creativi di ogni età, Piero Umiliani su tutti. La preziosa ristampa in vinile di “Paesaggi” (2022), a cura di Four Flies Records, ha colmato una lunga attesa per i collezionisti di sonorità vintage e, soprattutto, ha rilanciato una volta in più la fervida immaginazione in note del grande compositore.
La musica dell’album è stata progettata per evocare un viaggio in primis emotivo attraverso scenari esotici, misteriosi e pastorali, connotati da suoni rilassanti alla stregua del canto di uccelli incantati che conducono l’ascoltatore presso luoghi ignoti, placidi e rurali. L’opera griffata dall’enigmatico pseudonimo M. Zalla appare paradigmatica in ambito library, a fronte della moltitudine di strumenti impiegati – ad esempio, clavicembalo, flauto, gong, vibrafono – e della varietà di arrangiamenti, generi e stili dei brani che la compongono, ovvero bossa nova, easy listening, latin sound, jazz e psichedelia. Originariamente pubblicato in due versioni con copertina diversa, la prima su Liuto Records (1971) e la seconda su Ciak Record (1980), la libreria musicale contiene dodici tracce eseguite dal leggendario gruppo I Marc 4, con Angelo Baroncini anziché Carlo Pes alla chitarra, più i contributi di Bruno Battisti D’Amario al sitar e di Franco De Gemini all’armonica.
Il tema dolce e descrittivo a tempo di bossa nova intitolato Prime Nebbie il preludio al valzer moderno a tempo moderato Nel Parco, eseguito da chitarra a dodici corde, con accompagnamento di clavicembalo e organo. L’atmosfera distensiva diviene, in seguito, esotica con Risaie, complice il ricorso incrociato al flauto e al mandolino elettrico. Lungo Il Canale è, invece, un romantico valzer ‘alla francese’ per fisarmonica con inciso del sassofono tenore. Se Ciliegi In Fiore insegue un nuovo e sognante esotismo, Oriente Rosso è puro misticismo, altrettanto in note, con colpo di gong. Malinconica, Pianure D’Asia, per fiato dolce. Psichedelica Tanto Lontano, punteggiata dalla chitarra elettrica e dall’organo. Mentre le sospensioni nel vuoto di Borgo Montano sono presto mitigate dall’afflato lounge di Laguna Tropicale, l’ascoltatore è sedotto da un terzo valzer, Vecchie Strade, con il vibrafono ad affiancare il Fender Rhodes. Porta D’Oriente l’ultimo atto in chiave folk.