E.R.P.
Exomoon
Il termine ‘exomoon’, ovvero esoluna, è il neologismo che indica un satellite extrasolare, vincolato a orbitare nel sistema gravitazionale di un pianeta altrettanto extrasolare. Il progressivo studio di tali oggetti celesti ha fatto segnare avanzamenti, ma i planetologi ne attendono ulteriori dai risultati delle missioni spaziali dei satelliti artificiali promosse dai diversi programmi spaziali. Nonostante alcuna tra le esolune individuate sia stata ufficialmente confermata, la loro eventuale ridotta dimensione rispetto ai pianeti a cui sono legate, e la loro diversa composizione rocciosa e non gassosa, potrebbero offrire condizioni ambientali più favorevoli allo sviluppo di vita extraterrestre.
“Exomoon” (2019) è anche il titolo dell’ennesimo affascinante capitolo della discografia di Gerard Hanson, meglio conosciuto come E.R.P., tra i maestri indiscussi dell’electro più eterea e futuristica. Affascinato dalle tematiche spaziali, il musicista statunitense offre all’ascoltatore uno straordinario concept album, o viaggio sonoro che esplora paesaggi cosmici con una delicatezza e una profondità rare. Pubblicato in doppio vinile da Forgotten Future, il progetto si muove tra vibrazioni siderali e malinconie sintetiche. L’inizio è dei migliori. Searchlight sintetizza immediatamente il mood dell’opera, tra linee di basso pulsanti e un ritmo sincopato, arricchito da una componente melodica.
Alternative Lost Colony e Ice Mine. La prima aggredisce l’ascoltatore in scia ai suoi ripetuti battiti, la seconda lo raffredda con un’insolita delicatezza, facendo leva su un mood finanche malinconico, esteso in parte a Moon Miner’s Plight. Blockade è, al contrario, la classica scheggia impazzita. Fluida e organica Beacon Monitor System, E.RP. è abile nel bilanciare forma e sostenza. Le armonie sospese di Light Of S.A.M. ad hoc per commentare i paesaggi ghiacciati di una luna alternativa. L’ultimo messaggio in note di una trasmissione inviato alla Terra da un remoto corpo celeste, tra pad sognanti e arpeggi che evocano la solitudine del vuoto cosmico, è intitolato Rescue.