Remigio Ducros
Tempo Di Naja
Il termine ‘naja’ fa riferimento al servizio militare, in riferimento agli aspetti più difficoltosi e gravosi a livello fisico. Il vocabolo deriva dal dialetto friulano ‘naie’, a sua volta tratto dal veneto antico ‘naia’, che significa ‘razza’ o ‘genia’. Nel 1863, il neonato Regno d’Italia prevedeva la leva militare obbligatoria e il termine ‘naja’ indicava l’obbligo di servire il Paese compiuti i diciassette anni, sottraendo il monopolio della violenza ai mercenari e ai figli dei nobili e attribuendolo alla popolazione maschile adulta, al fine di instillare nella sua coscienza il senso del dovere nei confronti della difesa della patria. Con la sospensione della leva obbligatoria, avvenuta nel 2004, il significato di ‘naja’ si è compresso, indicando la vita da caserma. Se deliberato lo stato di guerra, o nel corso di una grave crisi nel quale l’Italia è coinvolta direttamente o come membro di un’organizzazione internazionale, è però possibile reclutare personale stavolta su base obbligatoria.
Dalla nascita della Repubblica italiana, e fino alla prima riduzione del 1975, la ‘naja’ è apparsa, letteralmente, interminabile per le reclute, a fronte di un fermo di leva di quindici mesi previsto per esercito e aeronautica e di ventiquattro mesi per la marina. Un periodo davvero particolare sotto molteplici aspetti non soltanto legati ai loro incarichi in ambito di approvvigionamento, logistica, ecc., complice la conoscenza di luoghi e persone spesso distanti sia a livello geografico che come abitudini di tutti i giorni, raccontato in note dal compositore, direttore d’orchestra e pianista Remigio Ducros, marito della ‘collega’ Daniela Casa e padre del creativo Gabriele Ducros, attivo anche come Gruppo Sound, tra le pieghe di un’evasiva libreria musicale, “Tempo Di Naja” (2022). L’album è ristampato in vinile per conto di btf.it., intenta nella riscoperta di alcuni tesori nascosti del catalogo di Edizioni Leonardi s.r.l., tra le principali realtà editoriali in ambito di sonorizzazioni.
L’incipit funk Discoteca evoca la sensazione di un sabato sera tra militari in licenza, con il basso a dettare il tempo. Lo stesso introduce l’intermezzo ironico Scherzi Pesanti, dalla ritmica saltellante in scia agli accordi di organo elettrico. Oltre gli scherzi tra commilitoni, una boccata d’aria dopo settimane di caserma: morbide tastiere e percussioni leggere connotano l’atmosfera rilassata di Libera Uscita. Dopodiché gli arpeggi sintetici di Alianti e la vivace marcia Allegro Plotone, ideale per simularne il passo durante l’addestramento, proprio come Marcia Longa, dalla melodia fischiettata. L’introspettiva I Miei Vent’Anni il preludio al groove esplosivo di Sgambata e alla pausa jazz Senza Pensieri. Montagna una suggestione per organo di training ad alta quota. Mentre Pedalata e Salita si collocano sulla medesima falsariga, complice la ripetitività melodica del tema, Fanfara In Festa è un brano sia solenne che gioioso. Femmine il finale lounge dagli echi maliziosi.