Mystic Jungle
Night Of Cheetah
“Un ghepardo a più teste è al centro della copertina. Non un giaguaro, né un leopardo, solo un guardiano notturno. un’idea del genere l’ho mutuata sfogliando libri di interni anni Ottanta. C’era una fotografia che mi ha colpito molto, ritraeva un appartamento con luci soffuse, colori magenta e indaco. ho immaginato che un ghepardo potesse essere il perfetto animale domestico per quel tipo di spazi. Come se fosse un ulteriore elemento di ‘arredamento’ per interni”. “Night Of Cheetah” (2018) è il primo album di Mystic Jungle, all’anagrafe Dario Di Pace, rilasciato da Periodica Records e dedicato a tutti coloro che si preparano a vivere lunghe ore al buio. Come felini. Eleganti e sinuosi, in attesa di balzare sulla preda di turno o, magari, su un comodo dancefloor. Dieci movimenti, essenziali, metropolitani, alcuni ballabili, e una curiosa introduzione ‘atmosferica’.
“Dopo un anno dedicato a The Mystic Jungle Tribe, ho sviluppato alcune mie idee, estrapolando quello che è il mio apporto all’esperienza di gruppo. Tra noi c’è sempre grande condivisione, ognuno ha sì il suo stile, ma proviamo a raccontare la medesima storia. In questo caso, ho limitato il mio agire, utilizzando la ‘selvaggia’ Yamaha DX21, con infinite possibilità di suono, e ho interrotto il continuum concettuale che ha caratterizzato le release come trio”. Il lato A dell’opera prende il via ammantato di mistero con Enter The Night. Un alone, però, pronto, a dissolversi in pochi istanti, a fronte dell’incalzare dei battiti di Night Of Cheetah. Le vibrazioni positive continuano con l’ellittica Mumbo Jumbo, che innesca una progressiva discesa ritmica. A Blue Marlin Club, sottofondo per struggenti tramonti urbani, si contrappone la criptica e ‘strisciante’ El Sueño De La Culebra.
Se Creepy Movements riporta in auge una certa vivacità in prossimità del lato B, Poisonous Galaxy offre all’ascoltatore tre autentici minuti sci-fi, prima che l’intensità di Psychic Voodoo lo travolga in pieno. Gli alti e bassi di The Black Magic ad hoc per lanciare la sferzata funk, Glitter Games. Mystic Jungle rivela, infine, il suo lato più nostalgico, se non romantico, con Endless Road, anticipatrice del caldo vento d’agosto. “Quest’ultimo è il brano più indefinito, che prevedeva il ricorso a una voce che, però, non è stata aggiunta. La maggioranza delle composizioni sembra essere la versione strumentale di chissà quale traccia. Stavolta non c’è concettualità di fondo. “Night Of Cheetah” è fondato sull’immediatezza. C’è uno studio accurato, sia in termini di sonorità che di ritmica. Non era mia intenzione replicare qualcosa riconducibile a The Mystic Jungle Tribe”.