Alessandra Novaga
Fassbinder Wunderkammer
Quaranta film in trentasei anni di vita. Nel corso della sua breve ma intensa carriera, stroncata da un’overdose di cocaina, Rainer Werner Fassbinder è stato un regista prolifico, esponente di spicco del nuovo cinema tedesco durante gli anni Settanta, abile nel rivisitare gli orrori del periodo nazista e narrare sia il miracolo economico della Germania che il terrorismo della Raf. E per farlo è ricorso a qualsiasi stratagemma, dalla formalità di un cinema da camera al racconto in più scatole cinesi.
Un artista educato all’espressionismo di Bertold Brecht e alla gestualità del teatro, attore outsider e sceneggiatore precoce, capace di affrontare generi diversi, al cui centro gravitano rapporti umani conflittuali, logori o violenti all’interno di un’Europa alle prese con una guerra di nervi, soltanto fredda e mai realmente combattuta. L’inquieto Rainer Werner Fassbinder è stato molto amato dalle generazioni passate e oggi, forse, un po’ dimenticato da quelle attuali. Un cineasta da riscoprire.
Il concept album “Fassbinder Wunderkammer” (2017) di Alessandra Novaga un’occasione per ripercorrere le tappe e, soprattutto, rileggere alcuni titoli della sua cinematografia, musicata in maggioranza da Peer Raben. Le colonne sonore del compositore tedesco hanno da sempre affascinato la chitarrista dalla formazione classica, allieva di Oscar Ghiglia alla Musikhochschule FHNW di Basilea, incline a differenti forme di improvvisazione e interessata alle partiture grafiche.
Il successore de “La Chambre Des Jeux Sonores” (2014) e di “Movimenti Lunari” (2016) è un lavoro dal non facile approccio, compilativo e, soprattutto, personale. I personaggi di Rainer Werner Fassbinder prendono vita nella mente di Alessandra Novaga, così come nel suo orecchio ristagnano gli arrangiamenti di Peer Raben. Netta la sovrapposizione tra musica e immagini. Affascinante la trasposizione delle derivanti emozioni, filtrate dall’inconscio di un’appassionata.
Pubblicato in vinile da Setola Di Maiale, un’etichetta dedicata a musiche non convenzionali, “Fassbinder Wunderkammer” è un insieme di rivisitazioni da ascoltare con attenzione, per coglierne vecchie e nuove sfumature. Una manciata di note, grande intensità, la chitarra e la voce di Alessandra Novaga le uniche attrici accreditate. La ‘camera delle meraviglie’ è scarna, essenziale, talvolta abitata da ombre e altre figure mascherate. Un osservatorio sull’arte spietata del regista.
Per coglierla è stato necessario un modus operandi sperimentale e pratico, tale da consegnare all’ascoltatore una duplice visione. L’efficacia dello strumento a corde giace nella sua semplicità di utilizzo. Un’inaccordabile Framus degli anni Quaranta, una chitarra classica per la solitaria Götter Der Pest e una Gibson 339 evocano un certo spirito decadentista tramite dissonanze, feedback e riverberi. I frammenti audio dei film sono stati registrati con il telefono di Alessandra Novaga.
Uno di questi l’incipit di “Fassbinder Wunderkammer”: Veronika Voss. La voce della protagonista dell’omonimo film (1982) di Rainer Werner Fassbinder apre il lato A. L’inizio della sua fine o il primo film visto da una chitarrista. Con Frankfurter Out Of Tune iniziano, invece, le rivisitazioni dei temi firmati da Peer Raben. L’alternanza di stridori e arpeggi conduce alla più melodica L.M., divisa in due parti, prima di divenire pura malinconia in Der Amerikanische Soldat e in Serenade.
Un’atmosfera notturna avvolge il lato B, introdotto da un’altra voce femminile, Lola, protagonista della pellicola dal medesimo nome (1981). Timido l’arpeggio di Goetter Der Pest. È, però, la vaporosa digressione Berlin Alexanderplatz l’acme dell’album. Se Franz B. è in scia alla pregressa traccia, la nenia Each Man Kills The Thing He Loves si risolve in un diversivo vocale, un modo per ricordare la scenografia surreale dell’ultima opera del regista tedesco, “Querelle De Brest” (1982).