Gosub
Mirror Watcher
Da oltre un decennio, Shad T. Scott, meglio noto come Gosub, è tra i migliori artisti della scena electro non soltanto statunitense, ma contemporanea. Il ritorno su Abstract Forms, la medesima etichetta che aveva rilasciato l’ottimo singolo intitolato “Touch Screen Terrorist EP” (2011), è celebrato al meglio dalle sei tracce di “Mirror Watcher” (2013), intrise del solito funk futuristico.
Ritmi meccanici si innervano con glaciale precisione. È davvero alienante la precisione nello scandirli. Marziale la dimostrazione di forza. Inesorabile anche l’onda d’urto dei battiti in serie. Tra feticismo e voyeurismo meramente digitale, la title-track ne incarna a pieno l’estetica musicale, imprimendo alla successiva Phase Space il medesimo crudele taglio in termine di battiti per minuto.
Search Virus rallenta, invece, l’aggressione sonora in atto, a favore di un corto circuito completamente celebrale. Se Island Drift appare, alle orecchie dell’ascoltatore, l’ennesimo tributo all’arte in note di chiara derivazione drexciyana, Galaxy Ghost introduce un intrigante elemento vocale su un tessuto di sintetizzatori. In chiusura, la schizoide The Measurement Problem. Sublime.